Battimuru (Gioco mesagnese anni 20′)

Battimuroa cura di Davide Daloisio Battimuru (reso letteralmente battimuro, in italiano dall’unione delle due parole batti e muro) era uno dei giochi antichi mesagnesi. Evidentemente il nome di questo gioco deriva dall’azione principale che i giocatori mettono in pratica per mezzo di una monetina. Il gioco diffusosi già dagli anni 20′ riscuoteva molto successo sociale soprattutto tra i giovani mesagnesi, ma non era raro anche vedere degli uomini passare ore a giocare. Questo gioco prettamente di abilità, vedeva gareggiare almeno quattro giocatori diversi che “battevano” le monete avendo come unico obiettivo quello di avvicinare il più possibile una qualsiasi delle monete che si trovavano per terra. Di solito i giocatori sceglievano a sorte un ragazzo tra di loro che poteva posizionare la prima moneta; quest’ultimo poteva anche scegliere il taglio di monetina, che indicava la quota di entrata per giocare la posta. Il massimo risultato si otteneva quando un giocatore sarebbe riuscito a porre la sua monetina proprio al di sopra di una delle monetine già lanciate. Per questo, i giocatori dovevano ben calibrare la forza per riuscire ad ottenere una “battuta” vincente.  Succedeva però che non sempre si riusciva a sovrapporre una monetina sull’ altra. In questi casi, vinceva il giocatore che avrebbe saputo far avvicinare la sua moneta più vicina ad una delle altre precedentemente lanciate.

nnu sorduPer questo spesso per decretare il vincitore si utilizzavano due criteri: Il primo criterio chiamato in dialetto mesagnese ” a parmu” prendeva come distanza minima, appunto, la misura di un palmo che doveva essere misurata dal pollice al mignolo; il secondo criterio chiamato in mesagnese “a musura” , prendeva come riferimento un campione che poteva essere un pezzo di legno o di ferro oppure una canna e in alcuni casi anche la scarpa stessa. Ovviamente la distanza veniva misurata perpendicolarmente alla facciata del muro dove avveniva la “battuta”. Chi vinceva aveva diritto a tutte le monetine che erano per terra. Il gioco molto popolare negli anni 20′ è stato mantenuto in voga fino agli anni 60′ ed era molto apprezzato anche perché veniva giocato con monetine che spesso erano di piccolo taglio ( in genere dai 5 ai 20 centesimi di lira negli anni 20′). In dialetto mesagnese 5 centesimi corrispondevano a “nnu sordu” che era “l’unità di misura” dei centesimi di lira. Mentre per i bambini era un gioco avvincente, spesso per gli adulti diventava un vero e proprio gioco d’azzardo e non era raro vedere questi ultimi battagliare fino all’ultima moneta. (pubblicato su www.mesagnesera.it)

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